Quando Alba mi ha chiesto di scrivere un testo per questo progetto, e le ho chiesto di cosa si trattasse, mi ha semplicemente mandato due link YouTube: Crystal dei Fleetwood Mac e How Deep is The Ocean di Chat Baker. Poi ha aggiunto: parla di amore e relazioni come se fossero mareggiate.


Le foto sott’acqua sono un topos ricorrente nel canone fotografico contemporaneo, e per un fatto molto semplice: l’acqua, coi suoi rimandi immediati all’idea di vita e rinascita, il suo richiamo al grembo materno, ha una simbologia così radicata, nella nostra cultura, che agisce senza sforzo sull’inconscio visuale di ogni spettatore.


Ma non c’è nulla di semplice o calcolato, nelle foto di Alba. Non nascono da una ricerca di banale soddisfazione estetica: sono parte di un progetto molto personale, spontaneo, l’espressione naturale di un’artista che divide le propria identità culturale tra Trieste e la Thailandia, ed è quindi abituata alle zone di confine e alle transizioni.


Guardando le sue immagini mi è venuto in mente il concetto che si usa in astronomia per trovare un pianeta abitabile: la cosiddetta “Goldilocks Zone”, quell’area né troppo lontana né troppo vicina a una stella dove è possibile trovare acqua allo stato liquido e quindi, potenzialmente, vita.


How Deep Is The Sea è una specie di Goldilocks Zone delle relazioni, uno spazio astratto e ipotetico entro il quale i rapporti - dal più turbolento al più sereno, dalla mareggiata alla calma piatta, se vogliamo conservare le metafore dell’acqua - possono sopravvivere. Oltre quest’area, c’è il buio, il vuoto, il ricordo.


Alba usa il mare come un limbo dove le forme si confondono, il linguaggio del corpo si interrompe, i gesti familiari si trasformano. In quello spazio incerto, Alba mette in scena i suoi ritratti liminali, tentando di catturare qualcosa di molto vicino all’essenza della sua relazione con la persona fotografata, in una fluttuazione continua dove soggetto e fotografo sconfinano uno nell’altro, e a tratti sembrano appartenersi.

C’è un verso in Crystal che dice: “I turned around and the water was closing all around like a glove, / like the love that had finally, finally found me”. In queste immagini di corpi nudi, sommersi, Alba decide di perdere il controllo e lasciarsi completamente avvolgere dai sentimenti di quell’istante, a volte burrascoso, a volte dolce, a volte torbido, a volte cristallino, a volte profondo, a volte lieve. Come I’amore.
Chiara Bardelli Nonino.

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